+39 041 5210393 info@kartaruga.it

Carnevale è finito, è iniziata la Quaresima. È finita, insomma, la baldoria, e le maschere sono tornate nei cassetti o appese ai muri. Ma se credete che anche nel passato le maschere a Venezia sparissero così presto, be’, vi faremo cambiare idea in un baleno. Anzi, in 3 punti.

Alcune curiosità sull’uso delle maschere veneziane tradizionali

Immaginatevi la città brulicante di baute e morette, ovvero le due maschere della tradizione veneziana più antiche. E infatti compaiono già in quadri come quello qui accanto, di Francesco Guardi, Il ridotto, datato 1755.

A Venezia, però, si iniziano a usare le maschere da ben prima del Settecento.

Francesco Guardi Il Ridotto | Kartaruga

  1. Il più antico documento sulla presenza di maschere a Venezia

Venezia è una città mascherata almeno dal 1268: a questo anno, infatti, risale il più antico documento che ne regola l’uso.

Si tratta di una legge che vieta ad alcuni uomini in maschera – i “mattaccini” – il loro passatempo preferito: lanciare uova contro le dame a passeggio. Pur essendo ripiene di acqua di rose, infatti, le uova risultavano un tantino fastidiose.

Questo gioco, però, non era uno scherzo carnevalesco: a Venezia il Carnevale diventa una festa pubblica solo nel 1296. Quindi i mattaccini portavano la maschera anche in altri periodi dell’anno.

E non solo loro.

  1. Quando e dove i Veneziani si mascheravano

La maschera più popolare dei secoli scorsi è sicuramente la bauta. Che era usata sia da donne che da uomini. E così i casinò veneziani, soprattutto, si popolavano di queste maschere – come prova, appunto, il quadro di Guardi. Ma anche i teatri, perché per le donne sposate era obbligatorio essere mascherate, quando vi entravano.

La città si riempiva di queste figure travestite addirittura durante le elezioni di Dogi e Senatori, per l’Ascensione e nel giorno di San Marco (25 Aprile).

Insomma, i Veneziani potevano passeggiare per la città in maschera per quasi tutto l’anno. Almeno fino a quando non cominciarono ad esserci delle limitazioni.

  1. Le leggi per limitare l’uso delle maschere

Ovviamente, avere la possibilità di camminare per la città a volto coperto era un vantaggio anche per i criminali. E così:

  • dal 1339 le maschere non sono più permesse di notte;
  • nel 1458 gli uomini non possono più entrare nei monasteri femminili se mascherati da donne;
  • nel 1603 vengono bandite tutte le maschere dai monasteri;
  • nel 1608 il governo della Serenissima comincia a fare sul serio e stabilisce delle pene molto dure per chi usa la maschera fuori dal periodo di Carnevale o da banchetti speciali;
  • dal 1703 le maschere spariscono per sempre anche dai casinò: c’erano troppi furbetti che si salvavano dai creditori mascherandosi;
  • nel 1797 la Repubblica di Venezia cade, e Carnevale e maschere vengono bandite dalla città. Almeno per qualche tempo.

Pin It on Pinterest

Share This