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Tra i servi della Commedia dell’Arte, la maschera di Brighella è quella nata più tardi e con più lati oscuri. Compare, infatti, nel XVIII secolo ed è molto più astuto dei suoi colleghi. Ma, a volte, diventa addirittura crudele. Ecco perché.

La maschera di Brighella e quella di Arlecchino: le differenze

Qualche tempo fa vi abbiamo raccontato che, nella Commedia dell’Arte, esistono 2 tipi di Zanni: uno più furbo e uno più sciocco. Bene, al primo appartiene Brighella, al secondo Arlecchino.

Insomma, Arlecchino è il buffone che fa ridere perché combina un sacco di guai. Brighella, invece, è quello che i guai li progetta.

C’è un matrimonio da mandare a monte? Un vecchio innamorato – di solito Pantalone – a cui fare uno scherzo? Uno sciocco da imbrogliare? Allora state pur certi che ci sarà di mezzo Brighella.

D’altronde, il nome “Brighella” non se l’è guadagnato per caso: deriva da “briga”, una faccenda intricata, o una seccatura.

Ma per impersonare un personaggio così astuto e capace di ordire complotti raffinati, un attore non può certo contare solo sull’improvvisazione.

E quindi Brighella è la maschera che deve sapere a memoria tutto il canovaccio, più di tutte le altre. Soprattutto di quella di Arlecchino, che è invece il mago delle burle.

Pur essendo entrambi servi e originari di Bergamo, dunque, le due figure sono molto diverse tra loro.

Brighella

Quali sono le caratteristiche del costume di Brighella

Ma non vi abbiamo ancora parlato di com’è la maschera di Brighella.

Se volete usare questo personaggio della Commedia dell’Arte come costume di Carnevale, dovete ricordare queste caratteristiche:

  • Brighella indossa una camicia ampia e pantaloni lunghi e larghi, entrambi bianchi e orlati di verde;
  • i suoi accessori sono:
    • striscia di cuoio per legare in vita la camicia;
    • corto mantello bianco;
    • bastone di legno;
    • borsa di pelle capiente;
  • la maschera è di solito nera, ma può anche essere verde oliva. La potete distinguere perché è a mezzo volto, ha il naso adunco e uno sguardo da furbacchione – o libertino, a voi la scelta;
  • da non dimenticare la barba, nera e ispida, e i baffi.

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