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C’è un’unica donna tra le maschere della Commedia dell’Arte, ma si tratta di un personaggio con il proprio carattere, non una semplice Innamorata: vi presentiamo Colombina.

La maschera di Colombina nella Commedia dell’Arte

Colombina si afferma abbastanza tardi nel mondo della Commedia dell’Arte: solo nel Seicento, in Francia. Ma il suo nome compare per la prima volta nel 1530 in Italia, nei testi degli Accademici Intronati di Siena. Scavando un po’ più a fondo, si arriva a scoprire che le sue radici affondano nella commedia latina, dove le schiave delle opere di Plauto si rivelano personaggi maliziosi e sempre pronti a suggerire una furberia alle loro padrone. La Servetta della Commedia dell’Arte viene chiamata in svariati modi: Corallina, Smeraldina – così la chiama, ad esempio, Carlo Goldoni ne Il servitore di due padroni, L’uomo di mondo e altre sue commedie -, Franceschina, Ricciolina… e, qualche volta, Arlecchina. Come Arlecchino è, infatti, una serva, ma questa sua posizione non le impedisce di essere libera, impertinente e, soprattutto, scaltra. Il che la rende sia arguta, sia sempre pronta all’inganno e al pettegolezzo, sia capace di opporsi alle attenzioni del suo padrone, Pantalone – ma anche di mettere in riga il suo amato, Arlecchino, che non sa resistere al fascino delle donne. Ma a legarla ad Arlecchino non sono solo una relazione, i tratti della personalità e, in alcuni casi, il nome, bensì anche il costume.

Colombina

Il costume e la maschera di Colombina

Spesso, infatti, Colombina indossa lo stesso costume a losanghe colorate di Arlecchino, e, anche se non sempre presente, la sua maschera è generalmente nera e copre soltanto gli occhi. Ma il suo abito può anche essere composto da un’ampia gonna blu, un corpetto, una giacca rossa e un grembiule bianco, le cui tasche nascondono i messaggi d’amore da e per la sua padrona. Insomma, è sì una maschera vanitosa e sempre attenta al propro aspetto, ma ha anche un carattere forte. Forse proprio per poter sopravvivere nel mondo della Commedia dell’Arte, decisamente a prevalenza maschile. E la sua furbizia e forza la rendono una maschera moderna. Ma anche assolutamente esilarante.

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