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LA MASCHERA DI PULCINELLA

Avete mai cambiato idea in meno di un minuto? Se sì, congratulazioni, avete combinato una pulcinellata. Non preoccupatevi, non vi stiamo insultando, è solo una delle buffonate della maschera volubile per eccellenza, Pulcinella.

Le misteriose origini di Pulcinella

Il temperamento associato con questa maschera è ben noto, ma la sua storia è ancora avvolta nel mistero. Sebbene a crearla ufficialmente sia stato l’attore Silvio Fiorillo nel XVI secolo, secondo alcuni le sue radici affonderebbero nel IV secolo a.C., precisamente nelle Fabulae Atellanae.

La parentela con una di queste maschere del mondo antico, cioè Kikirrus, potrebbe spiegare l’origine del nome “Pulcinella”, che sembra derivare da “pulcino”. In alternativa, il nome potrebbe essere legato al tono di voce stridulo dei buffoni.

Andando oltre queste varie ipotesi, quello che colpisce di più nella storia di Pulcinella è il suo essere stata creata da un attore. Emblema dell’essenza stessa della Commedia dell’Arte che, non avendo copioni, si affidava totalmente alle capacità d’improvvisazione degli attori. Ma c’è di più: se Silvio Fiorillo è il padre di Pulcinella, è però Antonio Petito, nel XIX secolo, a dare a questo costume le caratteristiche che sono giunte fino a noi.

Pulcinella

La descrizione della maschera di Pulcinella

Il Pulcinella di Fiorillo era, infatti, una maschera con viso sporco, barba e baffi, abiti bianchi sformati, proprio come lo Zanni, e un cappello bicorno. La versione di Petito, invece, è caratterizzata da:

  • un volto rasato anziché coperto da una barba incolta;
  • una maschera a mezzo volto, di colore nero o chiaro, come mostrano i quadri e i disegni di Giandomenico Tiepolo;
  • un cappello a pan di zucchero invece di un cappello bicorno.

Comunque, nonostante il suo aspetto sia cambiato nel tempo, Pulcinella è da sempre il simbolo della coesistenza di opposti. È al tempo stesso imbroglione e altruista, pigro e pronto a tutto pur di soddisfare la sua perenne fame, povero servitore e combattente in lotta per una vita migliore. A volte è un ribelle, a volte un pelandrone. Non c’è da meravigliarsi se è diventato un tantino volubile.

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